On. FUNDARO’ pOn. LION Camera dei Deputati
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Rapporti con \i Parlamento Ufficio III
Servizio Documentazione Automatica
Camera dei Deputati
Segretari ato Generale
Camera dei Deputati
Alla Dir- Gen. per la Salvaguardia Ambientale
Oggetto: risposta all’interrogazione parlamentare n. 4-03246 On. Fundarò
In relazione all’interrogazione indicata in oggetto e concernente la situazione di inquinamento all’Isola .delle Femmine in Sicilia, si riferisce secondo quanto comunicato dalla Direzione per la salvaguardia ambientale di questo Ministero, quanto segue.
La predetta Direzione, al fine di raccogliere elementi tecnici utili a fare luce sulla situazione segnalata dagli interroganti, ha inviato in data 1 agosto 2006 una richiesta dì informazioni alle Amministrazioni locali ed ha, successivamente, ritenuto opportuno avviare un confronto con le stesse al fine di individuare i fattori che potrebbero generare impatti negativi sulla qualità dell’aria nell’area del Golfo, di Carini, con particolare riferimento all’impianto hai cementi. All’incontro, che si è tenuto presso il Ministero in data 2 ottobre 2006, hanno partecipato rappresentanti del Ministero della Salute, della Regione Siciliana, dell’ARPA Sicilia, della Provincia Regionale di Palermo e dei Comuni di Carini, di Isola delle Femmine e di Capaci.
Da tali indagini è stato, dunque, accertato che la ditta non è in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente in quanto parte delle attività risultano difformi rispetto a quanto prescritto dai relativi atti autorizzativi.
Secondo quanto osservato dall’ARPA, inoltre, dì particolare rilievo sono le emissioni difnase derivanti dalle operazioni di stoccaggio e movimentazione dei materiali polverulenti che avvengono all’interno di un capannone a mezzo di gru con ponte e presso la cava Pian dell’Aia. Tali operazioni non sono descritte nella documentazione tecnica allegata alla richiesta di autorizzazione (rilasciata il 17.3.1994). Le emissioni diffuse risultano consistenti anche all’esterno poiché la parte superiore del lato ovest del capannone è priva di copertura. Il DAP ha effettuato alcuni campionamenti di polveri totali in prossimità del lato ovest del capannone che risulta privo di chiusura. I dati evidenziano che le concentrazioni delle polveri diffuse sono circa 10 volte maggiori rispetto ai valori rilevati sul lato chiuso.
Inoltre TARPA informa che le analisi condotte dal DAP ai punti di emissione dello stabilimento connessi all’utilizzo di petcoke, hanno evidenziato la presenza di inquinanti (IPA, Vanadio, Nichel) in quantità tali da richiedere l’applicazione delle prescrizioni più severe per Pemissione di polveri.
A seguito degli accertamenti sopra illustrati, il 25 luglio 2006 l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana ha diffidato la Italcementi dal continuare ad apportare modifiche all’impianto ed al ciclo produttivo in assenza della preventiva comunicazione alle Autorità competenti e dell’eventuale autorizzazione, dal continuare ad utilizzare il petcoke come combustibile e dal continuare ogni attività che dia luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto in assenza della necessaria autorizzazione.
L’Assessorato ha infatti precisato che la Italcementi ha comunicato alla Regione, solo successivamente ai sopralluoghi e alla riunione effettuata nel mese di luglio 2006, i cambiamenti apportati all’impianto mentre l’uso del petcoke non è mai stato comunicato.
Inoltre, sebbene comunicati, i cambiamenti apportati all’impianto non
hanno mai ottenuto la necessaria preventiva autorizzazione da parte dell’Autorità competente.
Successivamente, in data 18 settembre 2006, l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana ha comunicato alla Ditta l’intenzione di aggiornare le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera già concesse, con
l’esclusione dell’uso di petcoke come combustibile.
Si riportano di seguito le informazioni raccolte al fine di tracciare un quadro informativo degli impatti derivanti dalle emissioni prodotte dalla citata azienda.
La Di^ta Italcementi S.p.A., iscritta presso il Registro della Provincia di Palermo delle imprese che recuperano rifiuti, svolge attività di produzione di cementi presso l’impianto sito nel Comune Isola delle Femmine e attività di frantumazione nella cava denominata Piari Dell’Aia per le quali è titolare di apposite autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate dall’ Assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana ai sensi dell’articolo 12, del DPR n. 203/88, per 82 camini e dell’articolo 6, del DPR n. 203/88, per 4 camini.
Con il decreto di autorizzazione (D.A.) n. 292/17 del 17.3.94 1* Assessorato, ai sensi dell’articolo 12 del D.P.R. 203/88>> ha concesso alla Italcementi l’autorizzazione per il proseguimento delle emissioni derivanti dalla produzione di cementi. In seguito, con i DD.AA. n 871/17 del 6.10.94, n. 141/17 del 15.3.95 e n. 187/17 del 4.4,97, Vautorizzazione originaria è stata parzialmente modificata e rettificata,, senza apportare alcuna modifica al ciclo produttivo descritto nel progetto approvato con la prima autorizzazione del 1994.
Successivamente la Italcementi S.p.A. ha presentato nel 2004 per la cementeria di Isola delle Femmine una domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA.), aggiornata nel 2006 con un progetto di ammodernamento tecnologico dell’impianto produttivo. Si precisa che ad oggi il procedimento per il rilascio dell’A.LA. non risulta essere concluso,
Dal 2005 l’ARPA Sicilia, il Dipartimento Provinciale A.R.P.A. di Palermo (DAP) e la Provincia Regionale di Palermo, al fine di effettuare verifiche sull’impianto e sui relativi punti dì emissione, hanno realizzato alcuni sopralluoghi presso il cementificio ed il deposito di petcoke della ditta sito in località Raffo Rosso.
A seguito del sopralluogo effettuato presso l’impianto il 6 dicembre 2005, dall’analisi dei documenti prodotti dalla Italcementi in merito all’attività di produzione cemento e recupero rifiuti, e dalla riunione tenutasi in data 12 giugno 2006 tra la Regione Siciliana, TARPA Sicilia, il DAP e la Provincia Regionale di Palermo e l’Italcementi, è emerso sia che Pautori2zazione di cui è titolare la Italcementi non consente l’utilizzo di petcoke come combustibile, sia che la Ditta ha eseguito variazioni del ciclo produttivo e modifiche dell’impianto senza avere ottenuto le necessarie autorizzazioni.
Con riferimento all’utilizzo di petcoke infatti trattandosi di un’attività né autorizzata né comunicata, la Regione ritiene che l’impiego di tale combustibile potrà avvenire solo a seguito dell’eventuale autorizzazione prevista dall’art. 269 del decreto legislativo n. 152/06, le cui procedure tecnico-amministrative potranno essere attivate solo a seguito di specifica istanza da parte della Italcementi.
Con riferimento al provvedimento di diffida all’uso di petcoke emesso dalla Regione Siciliana, si informa che la società Italcementi ha presentato ricorso al TAR. La sezione I del TAR Sicilia si è pronunciata con sentenza n. 1156 del 19 aprile 2007 ritenendo il ricorso infondato ed immeritevole dì accoglimento.
La Provincia Regionale di Palermo ha condotto, nei periodi gennaio-maggio 2006, agosto-ottobre 2006 e ottobre 2006-gennaio 2007, alcune campagne di rilevamento della qualità dell’aria in prossimità dell’impianto Italcementi nel comune di Isola delle Femmine. Nella suddetta postazione sono stati utilizzati due differenti laboratori mobili attrezzati per misurare sia parametri chimici (S02 CO, NO N02) NOx, 03, NMHC, CH4. P.MIO, IPA, Benzene, Toluene e o-Xylene) che meteorologici.
Con riferimento al PMIO, l’analisi dei dati registrati ed elaborati durante tali campagne di rilevamento ha evidenziato 5 superamenti del valore limite giornaliero per la protezione della salute umana2 nel periodo gennaio-maggio 2006 (71 giorni di rilevamento) e 12 superamenti nel periodo ottobre 2006-gennaio 2007 (75 giorni di rilevamento). Nel periodo agosto-ottobre 2006 non stati effettuate rilevazioni di tale inquinante.
Anche per gli IPA, nel periodo ottobre 2006-gennaio 2007, si osservano valori medi orari più elevati rispetto a quelli della campagna precedente. In particolare si rileva un incremento delle concentrazioni di benzo(a)pirene.
Per quanto concerne gli altri inquinanti rilevati, in tutti i periodi di monitoraggio sono stati registrati valori entro i limiti stabiliti dalla normativa vigente sia con riferimento al valore limite di protezione della salute umana, sia ai livèlli di attenzione e di allarme nonché agli obiettivi di qualità
Pur considerando l’importanza di brevi campagne di monitoraggio, ai fini della valutazione e gestione delia qualità dell’aria, si ritiene necessaria una riorganizzazione della rete di monitoraggio per renderla conforme alle disposizioni delle norme nazionali e comunitarie. Tale aggiornamento è indispensabile per conoscere la reale situazione dello stato della qualità dell’aria nell’area.
Si precisa infine che, ad avviso della Divisione competente, la conclusione del procedimento per il rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale allo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine, possa individuare una possibile soluzione alle problematiche sopra esposte, poiché in tale sede sarà possibile determinare, a seguito di una analisi approfondita circa le migliori tecniche disponibili e con specifico riferimento al sito in cui l’azienda è inserita, quali siano i valori limite di emissione e le prescrizioni che l’azienda dovrà rispettare per garantire un elevato grado di tutela dell’ambiente circostante,
DL MINISTRO
On.Pecoraro Scanio
Atti Parlamentari
5035 -
Camera dei Deputati
XV LEGISLATURA – ALLEGATO B Al RESOCONTI – SEDUTA (c)EU-’1 1 APRILE 2007
leótudine agli impegni presi, la cui man- cata soluzione impedisce dì evitare il blocco di attività con le citate conseguenti gravissime ripercussioni. (4<<03235)
FUNDARO’ e LION. – Al Ministro del-l’ambiente e della, tutela del territorio e del
mare. – Per sapere – premesso che:
sul territorio del comune dì Isola
Delle Femmine (Palermo) hanno Sede di-versi impiantì, produttivi connessi alle at-tività di funzionamento della società Itai-cementi Spa;
da tempo la società Italcementi di Isola delle Femmine è al centro di nume-rose ed accese polemiche vertenti sulla pericolosità sanitaria ed ambientale Che ì processi produttivi degli impianti rappre sentano per il territorio;
i maggiori rischi per la salute umana e per l’integrità ambientale dell’area in cui sorgono gli impiantì deUa società, derivano principalmente dall’incontrollato utilizzo e smaltimento dei residui di produzione, quali il petcoke, sostanza altamente can-cerogena, per la quale la società avrebbe il permesso per il deposito, ma non di uti-lizzare;
denunce effettuate dalle autorità am-bientali competenti dùnostrerebbero che la società utilizzi come combustìbile ma senza autorizzazione il petcoke detenuto, producendo emissioni diffuse di tale com-posto;
risulterebbe certo che la società in oggetto non solo faccia uso energetico del petcoke senza averne i permessi previsti dalle relative norme ambientali, in parti-colare del decreto legislativo n. 152/2006;
già in passato anche un comitato cittadino, denominato << Isola Pulita >> aveva esplicitamente evidenziato il fattore di rì-schio per la salute cittadina, rappresentato dagli impianti della Italcementi e aveva ammonito le autorità pubbliche compe-tenti a vigilare sulla situazione di pericolo sanitario ed ambientale, allo scopo chie-dendo anche che fossero effettuati accer-
tamenti volti a conoscere i possibili danni ambientali che la Italcementi nell’esercizio della sua attività produttiva abbia even-tualmente potuto arrecare al territorio alle acque e alle persone di Isola -:
se non intenda urgentemente attivare le opportune iniziative, se del caso anche utilizzando le competenti autorità di con-trollo e di repressione, volte ad accertare l’eventuale grado di pericolosità per la salute umana e per l’ambiente rappresen-tato dalle attività di produzione della Ital-cementi di Isola delle Femmine ed in caso di riscontro positivo, provvedere affinché si pervenga al ripristino della sicurezza e dell’innocuità allo scopo prescritti.
