Inserito da: iniziativa nonviolenta | Dicembre 24, 2007
Mafia, la Calcestruzzi (Italcementi) ferma l’attività in Sicilia
La Repubblica: Inchiesta interna, scoperte irregolarità: stop a 7 impianti di betonaggio
Gli episodi denunciati alla magistratura, adottate misure disciplinari
PALERMO – Attività sospesa nel timore di infiltrazioni mafiose. Questa la decisione che la Calcestruzzi s.r.l., l’azienda del gruppo Italcementi, ha preso per sette suoi impianti di betonaggio in Sicilia. Dopo l’inchiesta della Procura di Caltanissetta, su presunte infiltrazioni delle cosche nel settore delle forniture edili, la società ha compiuto una serie di verifiche interne che hanno individuato, negli impianti che operano nell’isola, alcune irregolarità. Un’inchiesta che aveva coinvolto anche Giovanni Laurino, responsabile della Calcestruzzi spa di Riesi (Caltanissetta). Secondo gli investigatori vi sarebbe “un forte interesse di Cosa nostra” nei confronti delle attività svolte dall’impresa bergamasca in Sicilia. Laurino si sarebbe imposto per la fornitura di calcestruzzo in alcuni cantieri che lavorano a opere pubbliche e in altri cantieri privati.Fatte dunque le verifiche, oltre a denunciare alla magistratura gli episodi accertati e bloccare gli impianti in cui lavorano 26 persone, la Calcestruzzi ha adottato una serie di misure disciplinari a carico dei soggetti sospettati di condotte irregolari. “Una decisione doverosa – si legge in un comunicato diffuso dall’azienda – in quanto la società ritiene che debbano essere chiariti tutti gli aspetti delle vicende irregolari, allontanati i responsabili, modificate le regole, le procedure e le modalità di produzione in termini tali da impedire il ripetersi di tali episodi”.
Nel periodo di sospensione, l’attività sarà limitata esclusivamente alle forniture per le quali la società ha obblighi contrattuali vincolanti. “Tali commesse – si legge ancora nella nota – saranno portate a termine sotto il controllo di funzionari provenienti da altre sedi che assicureranno il corretto presidio delle centrali di betonaggio”. I dipendenti che non saranno oggetto di provvedimento disciplinare verranno impegnati in lavori di manutenzione e in corsi di formazione sulle regole generali che disciplinano l’attività. A loro verrà assicurato il regolare trattamento economico.
“L’attività in Sicilia – dichiara l’azienda – sarà ripresa solo dopo la corretta implementazione delle procedure operative (peraltro già avviate fin dal 1997, anno di acquisizione della Calcestruzzi al tempo detenuta dal gruppo Compart ex Ferruzzi) e il varo di sistemi di controllo ancora più stringenti per la puntuale applicazione delle regole aziendali”.
Già nel luglio del 2006 l’azienda era stata iscritta nel registro degli indagati dalla Dda di Caltanissetta per associazione mafiosa e falso in bilancio. Pochi giorni dopo, in agosto, era stato arrestato il dirigente Fausto Volante, nell’ambito di un’inchiesta sulle cosche mafiose nissene.
(23 dicembre 2007)
| Indagata la Calcestruzzi spa, azienda del gruppo Italcementi, per gli affari illeciti dei boss del nisseno http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/index.jsp?IDNews=22880 |
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Associazione mafiosa e falso in bilancio, queste le accuse con cui i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno iscritto nel registro degli indagati la Calcestruzzi spa, l’azienda del gruppo Italcementi.
L’accusa è maturata nell’ambito dell’operazione ”Doppio colpo”, che ha portato in carcere ieri tre presunti affiliati alla cosca mafiosa di Riesi che avrebbero gestito illecitamente appalti e forniture ai cantieri edili della zona. E’ la prima volta che per un reato di mafia viene utilizzata un’indagine che coinvolge direttamente l’azienda. Per questo motivo, l’avviso di garanzia è stato notificato all’avvocato della società, Pierfranco Barabini a Bergamo.
Secondo il gip di Caltanissetta, la Calcestruzzi spa ha svolto attività di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra. Motivo per cui, la Dda di Caltanissetta ha disposto perquisizioni e sequestri di documentazione contabile nella sede centrale dell’azienda sia a Bergamo, sia negli stabilimenti in Sicilia e in Lombardia. Ma anche in alcuni istituti di credito dove erano custodite le documentazioni bancarie, e in diverse abitazioni della zona circostante l’azienda.
Tra gli indagati emerge la figura di Giovanni Giuseppe Laurino che, secondo gli inquirenti, oltre ad essere accusato di associazione mafiosa, è punto di riferimento della cosca di Riesi per tutto quello che riguarda la cura degli interessi illeciti legati alla locale sede della Calcestruzzi spa.
Come ha infatti spiegato il procuratore aggiunto Renato Di Natale, ieri, ”la mafia ormai non si occupa solo di pizzo e appalti ma è diventata imprenditrice e come tale si insinua nel tessuto economico provocando danni enormi”.
”L’operazione antimafia – ha invece commentato il senatore Carlo Vizzini, responsabile del dipartimento sicurezza e criminalità di Forza Italia – apre scenari inquietanti coinvolgendo una grande impresa nazionale, come la Calcestruzzi Spa, che nel nisseno pare addirittura essere un braccio operativo di Cosa Nostra”. Il senatore parla di ”un drammatico salto indietro verso i tempi del passato in cui, in Sicilia, anche le imprese nazionali si imbrattavano di contatti con mafiosi di rango”.
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