Inserito da: iniziativa nonviolenta | Agosto 28, 2008

(1° settembre 2008)3a Giornata per la salvaguardia del creato: Una nuova sobrietà, per abitare la Terra

 

3a Giornata per la salvaguardia del creato

1° settembre 2008

 

 

MESSAGGIO

 

Una nuova sobrietà, per abitare la Terra

 

 

 

1.         Una casa comune, una casa minacciata

Anche quest’anno la celebrazione della Giornata per la salvaguardia del creato intende essere un’occasione per riflettere sulla vocazione della famiglia umana, in quella casa comune che è la Terra. Davvero il pianeta è la casa che ci è donata, perché la abitiamo responsabilmente, custodendone la vivibilità anche per le prossime generazioni. È un dovere richiamato con forza da Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace 2008: “dobbiamo avere cura dell’ambiente: esso è stato affidato all’uomo perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo come criterio orientatore il bene di tutti” (n. 7). È un impegno che ci rimanda a San Francesco d’Assisi e alla lode da lui rivolta al Creatore per “sora nostra madre terra”, che tutti ci sostiene.

Sappiamo bene, però, che oggi la Terra è minacciata da un degrado ambientale di vasta portata, in cui l’eccessivo sfruttamento di risorse anche fondamentali – a partire da quelle energetiche – si intreccia con varie forme di inquinamento. Spesso tali dinamiche colpiscono anzitutto i soggetti più disagiati, che sono meno in grado di difendersi dalle loro conseguenze. Non è certo un caso che numerosi conflitti che agitano le diverse aree del pianeta presentino – in misura più o meno grande – una componente ambientale. Per questo, la Terza Assemblea Ecumenica Europea, svoltasi a Sibiu nel settembre 2007, ha espresso preoccupazione per la creazione di Dio, invocando “una maggiore sensibilità e rispetto per la sua meravigliosa diversità”.

Emerge dalla questione ambientale una triplice esigenza di giustizia: verso le future generazioni, verso i poveri, verso il mondo intero. Un forte appello si leva verso le comunità che riconoscono nel Dio della Scrittura la sorgente di ogni giustizia: è un impegno a cui esse devono fare responsabilmente fronte.

Siamo consapevoli che tale situazione dipende da numerosi fattori storici e culturali: tuttavia, essa è indubbiamente collegata a comportamenti e stili di vita ormai tipici dei Paesi più industrializzati e che gradualmente si stanno diffondendo anche in altre aree. Si tratta della cosiddetta “società dei consumi”, espressione che sta a indicare un sistema economico che, più che a soddisfare bisogni vitali, mira a suscitare e incentivare il desiderio di beni diversi e sempre nuovi. Molti vedono in tale dinamica un segno di benessere, che arricchisce le esistenze di coloro che ne beneficiano. È innegabile, però, che il suo impatto ambientale sta diventando insopportabile per il pianeta e per l’umanità che lo abita, imponendone il ripensamento radicale.

 

2.         Per una nuova sobrietà

La sfida della sostenibilità è complessa e interpella le istituzioni politiche e i soggetti economici. Vorremmo, però, soffermarci in questa sede su un aspetto che interessa tutti i cittadini dei Paesi più industrializzati: quello di un profondo rinnovamento delle nostre forme di consumo. Occorre, infatti, un nuovo stile di sobrietà, capace di conciliare una buona qualità della vita con la riduzione del consumo di ambiente, assicurando così un’esistenza dignitosa anche ai più poveri e alle generazioni future. È il richiamo formulato dal Santo Padre in occasione della Solennità dell’Epifania 2008: c’è bisogno di una speranza grande che faccia “preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi ed alla miseria di molti”; solo “adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle risorse, sarà possibile instaurare un ordine giusto e sostenibile”.

Si apre qui uno spazio importante per l’impegno delle comunità ecclesiali: la dimensione educativa, che da sempre caratterizza la loro azione, oggi deve esprimersi anche nella capacità di formare a comportamenti sostenibili. Si tratta, in particolare, di ridurre quei consumi che non sono realmente necessari e di imparare a soddisfare in modo ragionevole i bisogni essenziali della vita individuale e sociale. In questa direzione, sarà possibile valorizzare in forme nuove quella tradizione di essenzialità che caratterizza tante comunità religiose, facendola diventare pratica quotidiana per tutte le realtà cristiane. È pure necessario promuovere un’attenzione per tutti quegli accorgimenti per la riduzione dell’impatto ambientale messi a disposizione dalla scienza e dalla tecnica, in campi quali la mobilità, il riscaldamento e l’illuminazione. In generale, è fondamentale la cura per un uso efficiente dell’energia, come pure la valorizzazione di fonti energetiche rinnovabili e pulite.

Un efficace rinnovamento delle pratiche – personali, familiari e comunitarie – non potrà realizzarsi senza una vera e propria “conversione ecologica”, cioè senza uno sguardo rinnovato sulle nostre esistenze e sui beni che le caratterizzano. Tale dinamica potrà trovare alimento in una spiritualità eucaristica, capace di promuovere l’apprezzamento e la gratitudine per quanto ci è dato, orientando a gustare con sapienza la densità dei beni della creazione, senza cedere alla tentazione che induce a volerne sempre di più.

 

3.         Il rovescio del consumismo: i rifiuti

Una sobrietà intelligente potrà anche contribuire a rendere meno gravoso il problema della gestione dei rifiuti, prodotti in quantità crescenti dalle società industrializzate. L’emergenza che da lungo tempo affligge talune aree del nostro Paese dimostra, infatti, come sia impossibile parlare di futuro sostenibile, quando sin da ora non si può abitare serenamente la Terra né godere della bellezza dei suoi doni, perché essa è invasa da cumuli di sostanze sgradevoli. I rifiuti non adeguatamente gestiti divengono veleno per la Terra e per chi la abita, minacciano l’esistenza di uomini, donne e bambini e mettono a rischio le stesse modalità di un’ordinata convivenza sociale. È una responsabilità che chiama direttamente in causa le istituzioni, ma mette in gioco una varietà di aspetti, cui occorre prestare attenzione in un discernimento attento. Pur non essendo questa la sede per un confronto puntuale con tali complessi problemi nella loro dimensione tecnica, riteniamo utile richiamare alcuni elementi qualificanti.

Il primo dato è che, se i rifiuti costituiscono una traccia praticamente ineliminabile dell’agire umano, tuttavia la loro crescente quantità rivela anche un rapporto distorto con la Terra. Non stupisce che gestire i rifiuti sia difficile quando – per limitarsi solo a quelli urbani – chi abita in Italia ne produce ogni anno oltre mezza tonnellata. Sono perciò rilevanti e apprezzabili tutte le iniziative miranti a contenerne la produzione, quali la riduzione degli imballaggi o la realizzazione di prodotti facilmente riutilizzabili e riciclabili. Promuovere la sobrietà nel consumo significa anche imparare ad apprezzare i beni per la loro capacità di durare nel tempo, magari per usi diversi da quelli originari, piuttosto che per l’attrattiva della confezione.

Quando i rifiuti sono prodotti, è pur vero che vanno smaltiti: è un dovere che incombe in primo luogo sulle aree da cui provengono, ma che deve essere gestito nel segno della solidarietà, soprattutto di fronte a situazioni di emergenza che chiedono iniziative eccezionali. D’altra parte, è necessario superare la logica dell’emergenza, progettando, per un futuro sostenibile, soluzioni efficaci sul lungo periodo, attente alle più avanzate acquisizioni della tecnica. In questa prospettiva, merita senz’altro un’attenzione privilegiata la raccolta differenziata, che riduce la quantità di materiali da smaltire, ricuperando nuove materie prime, e favorisce un consumo più consapevole, orientando a pratiche di sobrietà.

Un approccio adeguato al problema richiede comunque una varietà di soluzioni. In questo senso, è fondamentale che tutte le scelte siano compiute nel segno della trasparenza e della partecipazione dei cittadini e vengano gestite garantendo la piena legalità, nella consapevolezza che la salvaguardia del creato e il bene della comunità sociale può esigere la rinuncia alla difesa a oltranza del vantaggio individuale e del proprio gruppo. Una politica dei rifiuti non può essere efficace se gli stessi cittadini non divengono protagonisti della loro gestione attiva, favorendo il diffondersi di comportamenti corresponsabili in tutti i soggetti coinvolti. Laddove crescono relazioni armoniose e giuste, anche la gestione delle risorse diventa un’occasione di progresso e orienta a un rapporto più rispettoso e armonioso con il creato.

 

Che davvero il Signore della pace conceda un buon futuro alla nostra Terra, risvegliando i cuori al senso di responsabilità, perché essa possa restare per tutti casa abitabile, spazio di vita per le generazioni presenti e future.

 

 

Roma, 2 febbraio 2008

Festa della Presentazione del Signore

 

 

Commissione Episcopale

per i problemi sociali e il lavoro,

la giustizia e la pace

Commissione Episcopale

per l’ecumenismo e il dialogo

 

 

Per vivere la Giornata per la salvaguardia del creato: che fare?

Iniziative possibili

È importante dare adeguato risalto alla Giornata nella vita delle Diocesi e delle comunità, con momenti che le coinvolgano ampiamente. Diverse sono le iniziative che potranno essere prese, sia nel primo giorno di settembre che nei successivi: a livello locale esse potranno essere sviluppate nel corso dell’intero mese. Segnaliamo alcune possibilità. anche sulla base dell’esperienza degli anni precedenti:

·         Incontri di preghiera. È importante che – specie a livello diocesano e comunque dove è possibile – essi vengano realizzati in prospettiva ecumenica, con un coinvolgimento attivo dei rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti (eventualmente anche a livello di progettazione dell’incontro). Sarà opportuno evidenziare – eventualmente anche con opportuni gesti – la dimensione penitenziale: l’invito alla conversione ecologica, aldilà di un consumo insostenibile

·         Incontri di approfondimento del tema della Giornata da un punto di vista biblico-teologico, o per riflettere sull’importanza della fede nella Creazione in un tempo di crisi ecologica o sulla sua declinazione in termini etici. Anche qui è particolarmente opportuna un’attenzione per la dimensione ecumenica del tema, che valorizzi il contributo delle varie voci della cristianità.

·         Incontri di approfondimento su tematiche ambientali, sia come introduzione generale, sia in particolare sul tema del rinnovamento degli stili di vita e/o sulla questione rifiuti. Il tema potrà essere affrontato sia nella sua dimensione globale, come anche nella sua incidenza su quella locale.

·         Un momento di festa-celebrazione all’aperto, in qualche luogo significativo del territorio della Diocesi, che potrebbe coinvolgere il mondo giovanile, su un tema cui esso è particolarmente sensibile. Potrà trattarsi di uno spazio caratterizzato semplicemente per la sua bellezza naturale, ovvero per il suo legame con figure e momenti di particolare accentuazione del rapporto con la creazione (si pensi ai luoghi della tradizione francescana, ma anche a numerosi monasteri). Potrà anche, d’altra parte, essere la visita a qualche luogo che testimonia di una situazione ecologica particolarmente critica (aree a rischio ambientale o recentemente bonificate), che incida sulla vita della comunità.

Si tratta di varie proposte, non necessariamente alternative tra loro, che possono offrire idee e stimoli alla creatività a livello locale, in vista di una sensibilizzazione alla salvaguardia del creato alla luce della fede.

 

Per approfondire

1) Due utili raccolte di materiali in:

Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro – Servizio Nazionale per il progetto culturale, Responsabilità per il creato. Un sussidio per le comunità, Elledici, Leumann (Torino) 2002.

Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro – Servizio Nazionale per il progetto culturale, Per il futuro della nostra terra. Prendersi cura della creazione, Lanza / Gregoriana, Padova 2005.

 

2) Per approfondire i temi ambientali nei documenti ecclesiali:

Benedetto XVI, Messaggi per la Giornata Mondiale della Pace 2007 e 2008.

 

Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004, cap. X: “Salvaguardare l’ambiente”, pp. 248-266.

 

III Assemblea Ecumenica Europea, Messaggio Finale in Regno Documenti 52 (2007), n. 17, pp. 582-584.

 

A. Giordano – S. Morandini – P. Tarchi (a cura), La creazione in dono. Giovanni Paolo II e l’ambiente, EMI, Bologna 2005.

Conferenza Episcopale Tedesca, Gruppo di lavoro sulle questioni ecologiche, Il cambiamento climatico: punto focale della giustizia globale, intergenerazionale ed ecologica, in Regno Documenti, 52 (2007), n. 9, pp. 293-312.

 

3) Sul rapporto tra teologia della creazione, spiritualità ed etica ambientale:

J.Chrissavgis (a cura), Grazia cosmica, umile preghiera. La visione ecologica del patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2007

D. Edwards, L’ecologia nel cuore della fede. Il cambiamento del cuore che conduce a un nuovo modo di vivere sulla terra, Messaggero, Padova 2008.

F. Facchini (a cura), Un ambiente per l’uomo, EDB, Bologna 2005.

J.-R. Flecha, Il rispetto del creato, Jaca Book, Milano 2000.

P.F.Ghetti, A.Scola, L’universo è un canto, Edizioni Studio LT2, Venezia 2005.

K. Golser, Religioni ed ecologia. La responsabilità verso il creato nelle grandi religioni, EDB, Bologna 1995.

K. Löning, E. Zenger, In principio Dio creò. Teologie bibliche della creazione, Queriniana, Brescia 2006.

J. Moltmann, Dio nella creazione. Dottrina ecologica della creazione, Queriniana, Brescia 1986.

S. Morandini (a cura), Per la sostenibilità. Etica ambientale ed antropologia, Lanza / Gregoriana 2007.

R. Paganelli, Custodi del creato, EDB, Bologna 2005.

J. Ratzinger, In principio Dio creò il cielo e la terra, ed. Lindau, Torino 2006.

M. Rosenberger, Dizionario teologico di spiritualità del creato, EDB, Bologna 2006.

M.Vogt, S.Numico (a cura), Salvaguardia del creato e sviluppo sostenibile: orizzonti per le Chiese in Europa, Lanza / Gregoriana, Padova 2007.

I. Zizioulas, Il creato come eucaristia, Qiqajon, Magnano (VC) 1994.

Va inoltre segnalato che Caritas Italiana ha predisposto un set di quattro volumetti (“La riflessione e il confronto”, “Il percorso”, “I progetti”, “Strumenti per l’animazione e la preghiera”) dedicati alla salvaguardia del creato.

 

4) Su consumi e stili di vita

Centro Nuovo Modello di sviluppo , Guida al consumo critico, EMI, Bologna 2003

M.Correggia (a cura), Cambieresti? La sfida di mille famiglie alla società dei consumi, Terre di Mezzo, Milano 2006.

F.Gesualdi, Sobrietà. Dallo spreco di pochi ai diritti di tutti, Feltrinelli, Milano 2005

S.Morandini, Il tempo sarà bello. Fondamenti etici e teologici per nuovi stili di vita, EMI, Bologna 2004.

 

5) Sui rifiuti

F.Capelli , Dove lo butto? Quando i rifiuti diventano risorse, Giunti, Firenze2005

G.Osti, Il coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei rifiuti, FrancoAngeli, Milano 2002.

P.Tarchi, S.Morandini,  Emergenza rifiuti. Una proposta tra orizzonti teologici ed esperienze operative, EMI, Bologna 2007.

G.Viale, Governare i rifiuti, Bollati Boringhieri, Torino 1999.

G.Viale, Un mondo usa e getta. La civiltà dei rifiuti e i rifiuti della civiltà, Feltrinelli, Milano 20002.

 

6) Per il tema della salvaguardia del creato nell’Insegnamento della Religione Cattolica:

N. Doro (a cura), Responsabili per il creato, Elledici – Capitello, Torino 2005 (quattro fascicoli, uno per ogni ordine di scuola).


 

In rete

Molti sono i siti dedicati a temi ambientali; ci limitiamo qui a segnalarne alcuni che contengono materiali di particolare interesse circa l’impegno dei credenti per l’ambiente:

1) Un Database di testi sulla salvaguardia del creato: www.progettoculturale.it

Una risorsa preziosa, cui si accede dalla sezione pubblicazioni del sito del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale è il database di testi e documenti ecclesiali sulla salvaguardia del creato curato dalla Fondazione Lanza di Padova. Con oltre trecento record, esso consente di accedere a materiali del Magistero cattolico nelle sue varie espressioni, del movimento ecumenico e delle altre Chiese e Comunità ecclesiali cristiane.

2) Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro: www.chiesacattolica.it/lavoro

All’interno del sito della Chiesa Cattolica Italiana, nella sezione dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro è presente un percorso tematico sulla Salvaguardia del creato, che include tra l’altro i materiali delle precedenti Giornate per il Creato.

3) Il Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE):

www.kath.ch/ccee/italiano/ambiti/ambiente.htm     

I materiali delle sei consultazioni per i delegati per l’ambiente delle Conferenze Episcopali europee promosse dal CCEE dal 1999 al 2004.

4) Il Consiglio Ecumenico delle Chiese: www.wcc-coe.org  

Nel sito del CEC si veda, in particolare, la pagina dedicata all’Unità III (Giustizia, Pace e Creazione).

5) La III Assemblea Ecumenica Europea di Sibiu.

Il messaggio finale e parecchie delle relazioni contengono importanti riferimenti ai temi della salvaguardia del creato  www.eea3.org

6) La rete ambientale cristiana europea: www.ecen.org

Molti materiali sul rapporto tra sostenibilità e fede cristiana, come pure testi utili per un momento di preghiera sono presenti nel sito dell’Environmental Christian European Network, organizzazione ecumenica supportata dal Consiglio delle Chiese Europee.
 
Nel Pdf allegato si può trovare materiale interessante per l’animazione  
 

 

 

 

 

 

 

 

 


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